Mondo dell'arte: furto alla Fondazione Magnani Rocca
Alcune considerazioni.
A cura di Giulia Tiraboschi, Art Expert DUAL Italia
La notizia del furto alla Collezione Magnani Rocca accende – ancora una volta – il dibattito sulla tutela del patrimonio artistico, ponendo questioni di carattere economico e assicurativo.
Le opere
Il fatto
Nella notte tra il 22 e il 23 marzo, in soli tre minuti, i ladri a volto coperto hanno eluso i sistemi di sicurezza per introdursi in Villa Magnani e dirigersi in maniera mirata alla Sala dei Francesi al piano superiore, per sottrarre i tre capolavori, con un’azione chirurgica e fulminea.
Le indagini dei Carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale sono ancora in corso e chiariranno la dinamica, ma la rapidità e precisione del blitz sono probabilmente frutto di molteplici sopralluoghi.
Considerazioni di mercato
Perché rubare tre capolavori di fatto invendibili – in quanto immediatamente identificabili- sul mercato?
Dinnanzi a questo interrogativo gli scenari percorribili sono sostanzialmente due.
La prima ipotesi, più “cinematografica”, potrebbe essere quella del furto su commissione, che vedrebbe le opere entrare definitivamente in un contesto privato, inibendone qualsiasi tipo di circolazione.
La seconda possibilità vedrebbe le opere destinate a mercati opachi, dove le opere circolano lontane da ogni forma di tracciabilità, ad un valore infinitamente inferiore a quello commerciale, proprio perché la loro circolazione è inibita al di fuori del circuito clandestino, riducendo la domanda di una percentuale altissima. Questo scenario ci porterebbe a sperare in una falla del sistema, che farebbe prima o poi riemergere le opere restituendole alla collettività.
Risarcibilità del danno
Il danno economico è stato calcolato in circa 9 milioni di euro, quindi, di fatto, può essere quantificabile, mentre la perdita culturale non potrà essere colmata.
La Fondazione Magnani Rocca è una Casa-Museo, ovvero quella tipologia museale che prevede la destinazione a museo della collezione e della dimora che la ospita, mostrando al pubblico l’intreccio peculiare tra vita privata e scelte collezionistiche. Nello specifico, la Villa di Mamiano di Traversetolo ospita la collezione d’arte del critico, musicologo e scrittore Luigi Magnani in sinergia sia con gli arredi neoclassici e impero sia con le piante esotiche del Parco Romantico che la circonda, rappresentando un’eccellenza del patrimonio culturale italiano. La raccolta d’arte si dipana dagli Old Masters con nomi quali Tiziano, Dürer, Rubens per culminare con il racconto della pittura francese tra Otto e Novecento, oggetto del furto.
Il danno si riverbera sull’identità della Collezione, ora privata di tre pezzi fondamentali, ma in una dimensione più ampia sulla collettività, alla quale è stata preclusa la fruizione dei tre capolavori, testimonianza del passaggio tra Impressionismo e Avanguardia nella pittura europea, raramente documentato altrove in Italia.
Dinnanzi ad episodi come questo è scontato dire come il ruolo dell’Assicuratore diventa fondamentale nella gestione del sinistro, in stretta connessione con le Istituzioni e tutte le professionalità museali coinvolte, ma il quadro dovrebbe comprendere una più ampia azione di consapevolezza del valore culturale del patrimonio artistico collettivo e tutela della trasparenza del mercato dell’arte.


