Successioni in Italia: un fenomeno in crescita che richiede una tutela assicurativa

Ogni anno in Italia vengono presentate oltre 600.000 dichiarazioni di successione, un numero che testimonia quanto il trasferimento generazionale dei patrimoni rappresenti un fenomeno diffuso e di grande rilevanza economica e sociale. Le dichiarazioni devono essere presentate entro 12 mesi dall'apertura della successione e oggi vengono gestite prevalentemente (per il 92%) in modalità telematica tramite l'Agenzia delle Entrate.

L'evoluzione demografica del Paese, caratterizzata dall'invecchiamento della popolazione e dall'elevato numero di decessi registrati ogni anno, contribuisce a mantenere elevato il numero delle successioni e a rendere sempre più centrale il tema della pianificazione e della tutela del patrimonio. 

Secondo le analisi riportate dal Sole 24 Ore, il numero delle dichiarazioni di successione ha superato le 600.000 unità annue, raggiungendo il picco di 636.700 pratiche nel 2021.

Un mercato in continua evoluzione

Negli ultimi anni il quadro normativo delle successioni ha registrato importanti cambiamenti. In particolare, gli interventi legislativi che hanno interessato il tema delle donazioni hanno modificato alcuni equilibri tradizionali nella gestione del rischio immobiliare (Decreto Legge 182/2025).

Tali novità non eliminano però il rischio successorio, che continua a rappresentare un elemento rilevante nelle operazioni che coinvolgono beni provenienti da successione. La complessità delle dinamiche familiari, la presenza di patrimoni articolati e la crescente sensibilità degli eredi nella tutela dei propri diritti contribuiscono infatti a mantenere elevata l'attenzione sul tema.

L'aumento del contenzioso ereditario

All'aumento delle pratiche di successione, si accompagna anche una crescita delle controversie ereditarie.

Le liti in materia successoria rappresentano una componente significativa del contenzioso civile italiano e riguardano frequentemente questioni legate alla ripartizione del patrimonio, alla validità delle disposizioni testamentarie e alla tutela degli eredi legittimari. Le procedure di contenzioso ereditario sono salite del 18,3% nel 2022 rispetto al 2018. 

La rilevanza del fenomeno emerge anche dai dati sulla mediazione civile. 
A seguito della riforma Cartabia, le controversie in materia successoria rientrano tra gli ambiti nei quali il tentativo di mediazione assume un ruolo centrale nella ricerca di una soluzione condivisa tra le parti. Il Ministero della Giustizia rileva annualmente migliaia di procedure riguardanti successioni ereditarie e divisioni patrimoniali, confermando la frequenza di questo tipo di controversie. Secondo i dati relativi al 2023, nel settore della mediazione civile in generale sono state iscritte 178.182 procedure (in crescita dai 60.810 del 2011). Per quanto riguarda specificamente le successioni ereditarie e la divisione, i dati mostrano un tasso di adesione superiore al 60% quando le parti accettano di partecipare anche dopo il primo incontro.  Il tasso di accordo per le mediazioni in materia di successioni ereditarie e divisione si colloca in una forbice tra il 36% e il 39%. 

Non solo lesione della legittima

Quando si parla di rischio successorio, l'attenzione si concentra spesso sulla possibile lesione della quota di legittima, ossia sulla tutela che l'ordinamento riserva a determinati eredi.

In realtà il rischio è molto più ampio.

Una parte significativa del contenzioso successorio riguarda infatti le diverse cause di impugnazione del testamento, che possono derivare da:

  • vizi di forma;
  • incapacità del testatore;
  • errore, dolo o violenza;
  • contestazioni sulla reale volontà del disponente;
  • altre irregolarità che possono incidere sulla validità delle disposizioni testamentarie.

Si tratta di fattispecie che possono emergere anche molti anni dopo l'apertura della successione e che possono mettere in discussione la stabilità degli assetti proprietari derivanti dal trasferimento ereditario.

Una protezione ampia per un rischio concreto

In un contesto caratterizzato da un numero crescente di successioni, patrimoni sempre più complessi e un contenzioso tutt'altro che trascurabile, risulta fondamentale disporre di strumenti capaci di offrire una tutela adeguata.

Per questo DUAL Italia ha scelto di proporre una soluzione che non si limita alla copertura del rischio derivante dalla lesione della quota di legittima, ma estende la protezione anche alle principali cause di impugnazione del testamento, offrendo una risposta concreta alle esigenze del mercato immobiliare e degli operatori coinvolti nelle operazioni successorie.

Una scelta che consente di affrontare con maggiore serenità un fenomeno destinato a mantenere un ruolo centrale nel panorama italiano dei prossimi anni.

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